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Home » Approfondimenti » Cultura e società » Che sta accadendo ai docenti della scuola superiore e perché è importante che gli psicologi professionisti lo sappiano?

Che sta accadendo ai docenti della scuola superiore e perché è importante che gli psicologi professionisti lo sappiano?

04/04/2023 scritto da Fulvio Corrieri

I cinefili – non necessariamente anche cinofili – ricorderanno che la regista cinematografica Lina Wertműller, scomparsa nel 2021, deve la sua popolarità oltre all’indubbia bravura artistica anche al vezzo comunicativo di appellare i propri film con titoli lunghissimi, il più noto dei quali è certamente Travolti da un insolito destino nell’azzurro del mare d’agosto (1974) con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, da lei scritto e diretto.

L’aver intitolato questo contributo scimmiottando in maniera scherzosa i titoli della Regista con la iniziale maiuscola nasce dall’esigenza di comunicare alla comunità professionale di appartenenza, in particolare a chi al suo interno declina la propria attività nelle scuole, magari attraverso gli sportelli psicologici che si sono diffusi a macchia di leopardo in tutta Italia a partire soprattutto dalla crisi pandemica e dalle positive azioni di governance posti in essere dal CNOP e dai diversi Ordini regionali, ma che attualmente stanno attraversando una fase di stagnazione.

Ciò accade per l’assenza di risorse destinate al benessere della popolazione scolastica e alla difficoltà di varare una cornice legislativa nazionale indispensabile per le Regioni al fine di dare finalmente concretezza ai sempre auspicati servizi di psicologia scolastica.

L’assenza di risorse per l’istruzione si è andata aggravando a causa di scelte effettuate nel passato anche dal Parlamento nella legislatura precedente.

Per dirla in estrema sintesi, nel 2022 la Ragioneria Generale dello Stato, registrando lo ‘sboom demografico’ in atto, ha giustificato il taglio di 0.5% del PIL delle risorse per la scuola, passando dal 4% al 3.5% consegnato nel DEF, il Documento di Economia e Finanza, del 6 aprile 2022.

Questa pesantissima riduzione delle risorse da destinare all’istruzione si accompagna paradossalmente a un seppur lieve incremento del numero complessivo delle unità di personale docente.

Come rilevato dal pedagogista Giuseppe Bertagna (2023), già docente ordinario dell’ateneo di Bergamo e oggi consigliere dell’attuale Ministro Valditara, mentre negli ultimi 10 anni tutti i comparti della Pubblica Amministrazione PA hanno visto la contrazione del personale tra il 15% e il 25%, con un incremento appena dello 0.4% in sanità – nonostante l’emergenza COVID! – , nell’istruzione si è avuto un numero dei docenti pari al 15.4% il cui numero ad oggi è di 925mila unità di personale.

Negli anni prossimi, però, gli alunni si ridurranno a 5.5 milioni, con la perdita di un milione e più di alunni.

Lo stesso Bertagna si è chiesto: “Che si fa? Si eliminano i posti in organico? Non è meglio riconvertire i docenti con un nuovo stato giuridico e costruire una nuova scuola, con nuove professionalità?”.

In risposta a tale situazione il Ministro Valditara ha annunciato l’avvio della sperimentazione nel triennio della scuola secondaria superiore, già entro l’anno scolastico in corso 2022- 2023, per l’istituzione di 100mila docenti Tutor (meglio sarebbe scrivere Tutores) che affiancheranno i docenti Orientatori previsti dalle Linee guida per l’Orientamento nel ridisegnare il profilo docente.

Nell’intervista rilasciata al quotidiano Corriere della Sera (31 marzo 2023) il Ministro ha anticipato i contenuti della prossima ordinanza ministeriale.

Saranno 40mila prima e 100mila poi i docenti Tutores prossimi venturi, e circa 10mila docenti Orientatori che opereranno inizialmente nel triennio delle superiori e successivamente dalla prima della secondaria di primo grado, le ex-scuole medie inferiori, alla fine del secondo grado.

Quale sarà il loro compito? “(…) coordinare i colleghi e assicurare la personalizzazione del curriculum, con particolare attenzione agli studenti in difficoltà e a quelli molto brillanti che si annoiano”.

Un esempio? “(…) in una classe di trenta si individuano 7-8 studenti che manifestano difficoltà e devono recuperare con approfondimenti e sostegno disciplinare con i loro insegnanti” e il Docente Tutor “predispone, d’intesa con i colleghi, un percorso personalizzato”.

E gli altri docenti cosa faranno? “Gli insegnanti delle diverse discipline interverranno per aiutare i ragazzi con particolari fabbisogni”.

Attenzione inoltre rivolta al gender gap: “Avremo particolare attenzione alle studentesse che hanno un gap maggiore rispetto agli studenti in queste discipline [le discipline STEM, cioè Science, Technology, Engineering, Mathematics N.d.A.]”.

Tali discipline per il MIM ex-MI, cioè l’attuale ministero dell’istruzione, sono afferenti alle classi di concorso indicate con i codici cosiddetti ‘meccanografici’ di Fisica (codice A020), Matematica (A027), Matematica e fisica (A028), Scienze e tecnologie informatiche (A041) e Matematica e scienze nelle scuole secondarie di primo grado, già scuole medie inferiori (codice della classe di concorso A028).

Non bisogna cercare in questi insegnamenti la psicologia: qui si tratta di hard sciences, e la psicologia non sembra per il momento appartenere a tale categorizzazione, rientrando piuttosto per il Ministero nel novero delle ‘scienze umane’, il cui insegnamento è affidato ai docenti di altra classe di concorso (codice A018) sotto la dizione appunto di ‘Scienze umane’ (associate alla Filosofia ma anche all’antropologia culturale, alla pedagogia, alla sociologia), evoluzione del più antico insegnamento di “Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione” (codice dell’epoca A036).

Il Ministro sembra in proposito riecheggiare quanto previsto dal progetto europeo Hypatia, finanziato nell’ambito di Horizon 2020, lo strumento della Commissione europea per finanziare la ricerca scientifica e per l’innovazione, coordinato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

Il progetto, che prende il nome latino dalla scienziata, matematica e astronoma, e filosofa, Ipazia, trucidata nel marzo del 415, vuole colmare il gap tra ragazzi e ragazze proprio nelle discipline scientifiche.

Nel 2021 il Ministero allora denominato MI, Ministro dell’Istruzione, lancia i concorsi per queste discipline, a distanza di ben un anno dalla loro indizione; ma il numero degli aspiranti alla cattedra, falcidiati da batterie di 50 quiz astrusi e persino sbagliati, con poco tempo a disposizione per rispondere e neanche autorizzati all’uso di carta e penna per i calcoli richiesti da alcune domande, è elevatissimo, tra l’80% e il 90% dei partecipanti, per di più in numero assai inferiore agli iscritti ai concorsi.

L’obiettivo strategico di contrastare la ‘supplentite’ dell’inizio dell’anno scolastico a settembre e di riempire i vuoti in organico per queste discipline STEM viene completamente mancato.

E i soldi? Dietro questa operazione ci stanno i finanziamenti del PNRR e altri stanziamenti ancora: 300 milioni per il potenziamento della didattica; e i docenti con funzione tutoriale avranno aumenti salariali da 2859 euro a 4675 euro all’anno, mentre ai docenti orientatori sarà corrisposto una cifra di circa 1500 – 2000 euro in più all’anno.

600 milioni di euro provengono dal PNRR, 1.5 miliardi dai fondi per contrastare la dispersione scolastica.

Le attività si svolgeranno anche di pomeriggio e i soldi serviranno anche per retribuire i Collaboratori Scolastici e l’altro personale ATA che dovranno aprire le sedi delle scuole (i cosiddetti ‘plessi’) e supportare la didattica di recupero oltre l’orario mattutino, evitando così di far pagare le ripetizioni alla famiglia più svantaggiata.

Il tutto organizzato dalle scuole in autonomia.

Cosa sono queste ore di recupero? Sono forse obbligatorie, chiede la giornalista, Gianna Fregonara? “Sono percorsi personalizzati per recuperare i gap o valorizzare i talenti”, risponde il Ministro; e “troverei curioso che uno studente preferisse non partecipare”.

E per gli studenti “bravi”? Il Docente Tutor – afferma la giornalista – individua per loro dei “programmi speciali”? Risposta del Ministro: “(essi) acquisiscono competenze che potranno essere utili all’università o nel lavoro” e non servono per accorciare il percorso scolastico.

Adesso il punto dolente, che il CNOP ha contestato in una nota alla cui stesura ha partecipato anche Lucangeli, figura ormai mitica per psicologi ed educatori: si prevede la formazione di questi centomila e passa docenti con 20 ore di “psicologia e pedagogia” e con esame finale, anche non si sa ancora chi sarà il valutatore (“Sto definendo i dettagli”, ha affermato Valditara).

In estrema sintesi il CNOP afferma l’esiguità dell’intervento ministeriale ma più che sul pacchetto orario e sul coinvolgimento dei professionisti in questo piano di formazione l’insistenza dell’organo di autogoverno degli psicologi italiani sembra orientato a ribadire la necessità di dare stabilità alla presenza dello psicologo nelle scuole.

Tralasciando le altre spinose questioni affrontate nell’intervista (reclutamento e assunzioni del personale docente precario in particolare), in effetti il Ministro non sembra, però, condividere lo stesso orizzonte in cui si muove l’appello del CNOP, che cita quanto affermato dall’Istituto Superiore di Sanità sui rischi per la salute mentale degli adolescenti.

Infatti il CNOP sembra intravedere nella proposta ministeriale il rischio che i docenti formati con poche ore di lezione possano sostituirsi ai professionisti di cui necessitano le ragazze e i ragazzi a scuola, mentre Valditara sembra mosso da altri intenti, legati alla costruzione di un percorso di carriera professionale dei docenti, di figure di sistema, non episodiche, approfittando proprio di quell’esubero di personale docente che, stante gli attuali trends demografici, potrebbe determinarsi di qui a pochi anni.

In altre parole, la più che giusta rivendicazione del CNOP sulla necessità dello psicologo in pianta stabile nelle scuole non può essere accolta dal Ministero semplicemente perché per quest’ultimo le figure tutoriali e dell’orientamento sono specificazioni dello stesso ruolo docente e non cloni di figure professionali altre, quali quelle sanitarie e psicologiche in particolare.

Il rischio di veder divampare polemiche e contrapposizioni tra i due soggetti, CNOP e Ministero, proprio a causa delle differenti prospettive adottate, sono perciò molto elevate in questo momento, nonostante i toni decisi ma collaborativi dello stesso CNOP.

Peraltro in questa stessa intervista il Ministro alla domanda sull’introduzione dello psicologo a scuola risponde “Ne stiamo discutendo”.

Si tratta di una posizione interlocutoria che non sembra al momento pienamente in sintonia con le richieste del mondo professionale.

Appare inoltre confusa la situazione anche in relazione alla formazione dei Docenti Tutores in particolare proprio per le competenze psicologiche indicate dal Ministro, e non soltanto per le esiguità del monte ore: infatti, chi dovrebbe realizzarla? La prassi più che il quadro normativo sembra suggerire l’Università, essendo questa il soggetto che forma e ha formato i docenti, nel passato erogando i discussi 24 CFU in psicologia, pedagogia, antropologia culturale e metodologia didattica, attualmente specializzando su base volontaria, dopo procedura selettiva, con il percorso impropriamente detto “TFA sostegno”, coloro che vogliano operare con gli alunni con disabilità.

Se questa fosse l’orientamento del Ministero si comprenderebbe anche l’assenza di sintonia colle richieste del CNOP: sarà perciò delegato all’università il compito di questa formazione così specifica, e i corsi di laurea non soltanto di psicologia quanto di pedagogia, Scienze della Formazione Primaria e dei percorsi per educatori professionali potrebbero essere chiamati a svolgere questo ruolo formativo, certamente per quanto di stretta pertinenza pedagogica?

Se così fosse, però, non sarebbero le istituzioni scolastiche ad aver bisogno di professionisti psicologi per formare i docenti, e questi stessi professionisti scomparirebbero ben presto dai radar dell’Amministrazione che si rivolgerebbe a porti con acque assai meno agitate rispetto a quelle offerte dagli psicologi che nel frattempo ribadiscono il loro legittimo e giustificato punto di vista, riassumibile nella perentoria affermazione “Ci vuole lo psicologo a scuola; se non ora, quando?”.

Stiamo perciò camminando sul filo del rasoio: se i toni del confronto si faranno più duri le posizioni fin qui conquistate dalla comunità professionale potrebbero essere rapidamente perdute.

Non si tratta ovviamente di una mera difesa corporativa categoriale: gli psicologi lavorano anche fuori dalla scuola, ma il recente convegno promosso da Matteo Lancini (1° aprile 2023), indiscussa auctoritas in tema di adolescenza e giovane adultità, sulla gioventù in epoca post-narcisista ha mostrato come la scuola e l’università rappresentino per i più giovani un autentico sitz im leben, vero contesto vitale, per la costruzione di Sé e, nel contempo, come essa si dovrà attrezzare per realizzare apprendimenti anche per chi nel prossimo futuro sempre più sarà lontano da essa.

Si tratta di questioni che non possono certamente essere affrontate solo da docenti seppur ben preparati e motivati ma che richiedono la collaborazione degli psicologi in un’ottica multidisciplinare e pluriprofessionale, così come di questa necessita la questione della promozione del benessere con la scuola e nella scuola.

Massima fiducia perciò nel CNOP e nella sua azione interlocutoria e nel pressing sul MIM; attenzione, però, a non confondere i piani del confronto perché non è detto che lo stesso MIM sia in grado di tenerli distinti per le oggettive difficoltà in cui si trova.

Occorre osservare quindi con grande attenzione ai processi in atto, e certo non basta ormai arare il campo che appare più che mai a rischio di siccità.

Categoria: Cultura e società

Fulvio Corrieri

Psicologo, ha ricoperto incarichi ordinistici. Dirigente SNALS – Confsal, comparto Istruzione. Docente a contratto all’Università di Pisa. Si occupa di psicologia scolastica, formazione del personale scolastico e mediazione.


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