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Home » Approfondimenti » Professione psicologo » Puglia: Psicologo di Base e Bonus Psicologo

Puglia: Psicologo di Base e Bonus Psicologo

26/05/2023 scritto da Anna Quercia

Dal giorno 23 maggio 2023, ma anche molto prima, leggiamo titoli di articoli ma anche di post sui social che inneggiano all’approvazione avvenuta della Legge per lo Psicologo di base in Puglia.

Sul sito dell’Ordine degli psicologi della Regione Puglia leggiamo anche una nota del consigliere Lopalco :

“Da oggi le cittadine e i cittadini pugliesi potranno contare gratuitamente su una nuova figura professionale: lo psicologo di base. Con la legge approvata all’unanimità in Consiglio regionale rispondiamo ai bisogni di benessere psicologico che, soprattutto dopo gli anni di pandemia, sono cresciuti vertiginosamente. Lo psicologo di base, secondo quanto previsto dalla legge, sarà presente in ciascuno dei distretti sociosanitari del territorio regionale e lavorerà in stretta sinergia con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per rafforzare il monitoraggio, migliorare la valutazione dei casi, garantire interventi precoci, efficaci e tempestivi allo scopo di limitare le ospedalizzazioni, gli accessi impropri al sistema di cure e scongiurare eventuali complicazioni“

Sicuramente è tutto molto bello ed anche un qualcosa che ognuno di noi aspettava da molto tempo se non fosse per la cifra che pare sia stata stanziata per sostenere questo ottimo progetto che è ormai diventato legge.

Sarà perché sono figlia di un commerciante ed ho vissuto in mezzo a calcoli, previsioni e bilanci, ma non riesco ad esultare mettendo in comparazione il numero degli psicologi che potrebbero aderire al progetto, il numero delle richieste dei pazienti e la cifra che si è deciso di stanziare e che attendiamo essere pubblicata ufficialmente.

Sicuramente è un inizio e si potrebbe dire “meglio di niente è” ma, con l’esperienza che abbiamo vissuto in Puglia con il bonus psicologo, io andrei coi piedi di piombo nell’esultare in questo modo, oserei dire, così esagerato perché, nello specifico, ci sta davvero bene il detto “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare“.

Prova ne è il fatto che ad oggi, 25 maggio, i colleghi che hanno lavorato aderendo al bonus psicologo non hanno ricevuto ancora il rimborso delle sedute effettuate.

Sul sito INPS si legge, alla sezione “le mie sedute” ed evidenziato con il colore rosso: “in attesa di trasferimento Fondi.“

Premetto che quasi tutti i colleghi delle altre regioni d’Italia stanno ricevendo regolarmente i rimborsi come da decreto e che io personalmente ho scritto varie email e PEC agli organi preposti ed anche al Presidente della Regione Puglia Emiliano e alla Presidente del Consiglio della Regione Puglia Loredana Capone (prima firmataria della legge per lo psicologo di base) e sono ancora in attesa di risposta.

Non rimborsare i colleghi che hanno aderito al bonus nei termini previsti dal decreto, ossia “entro il mese successivo allo svolgimento della seduta“, comporta non solo il rischio che molti colleghi non aderiscano in futuro al progetto, ma ha anche generato malcontento sia tra i professionisti coinvolti, molti dei quali hanno ritirato la loro adesione, sia tra i pazienti che non sono stati presi in carico dagli psicoterapeuti elencati nonostante le loro richieste fossero state accolte dall’INPS.

Il giorno stesso che è stato nominato il commissario straordinario all’Ordine degli Psicologi della Puglia, ho scritto al Dott. Palma per segnalare questa incresciosa situazione che coinvolge gli psicoterapeuti e la popolazione di pazienti ai quali è stato detto che possono fruire del bonus ma che non riescono a trovare un professionista che li accolga.

Devo dire che il Dott. Palma ha risposto immediatamente e si è interessato inviando una PEC alla Regione Puglia.

Non so dirvi se hanno ricevuto risposta. L’unica comunicazione ricevuta, sia personalmente ma anche postata sul sito dell’Ordine, indica appunto l’invio della PEC alla Regione Puglia e non una eventuale risposta.

Circa 1200 colleghi pugliesi che hanno aderito al bonus sono ancora in attesa di ricevere i rimborsi. La risposta della Regione può essere paragonata al silenzio assoluto, ad eccezione di un’unica comunicazione che ho ricevuto dal dipartimento di Welfare, il quale mi ha informato di aver trasmesso la documentazione che ho inviato al dipartimento di salute, l’organo competente per questa richiesta.

Tornando al concetto di “psicologo di base”, cosa c’è da festeggiare se non si riesce ad adempiere agli articoli descritti nei decreti, come è accaduto con il bonus psicologo? Come possiamo pensare che tutti i cittadini che ne hanno diritto possano beneficiare di un servizio di psicologo di base con l’importo limitato di questi pochi euro stanziati?

Il commissario dell’Ordine degli Psicologi ringrazia i consiglieri regionali per aver soddisfatto un bisogno ampiamente presente tra i cittadini. Durante questo ringraziamento cita una recente indagine realizzata dall’Istitito Piepoli per il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi dove su un campione rappresentativo della popolazione italiana composto da uomini e donne che hanno compiuto la maggiore età, emerge che un italiano su dieci vorrebbe andare dallo psicologo, ma è costretto a rinunciarvi per motivi economici.

Quindi sarà esorbitante la richiesta di pazienti che si rivolgeranno allo psicologo di base e questa volta senza tenere conto dell’indicatore ISEE o l’ordine di arrivo delle domande;
questa volta non è un bando dove alcuni potranno essere esclusi e quindi saranno migliaia le richieste.

Facciamo ora un po’ di calcoli: in Italia per il bonus psicologo sono stati stanziati 25 milioni di euro nel 2022 a favore di sedute che si sono svolte in 180 giorni e quindi in metà anno.

Le domande pervenute sono state circa 395.000 e sono state accolte secondo l’indicatore ISEE e l’ordine di arrivo delle domande i primi 42.000 in graduatoria, gli altri 353.000 sono stati messi in attesa fino ai primi di giugno, termine di scadenza dei 180 giorni.

Chi non ha fruito del bonus si vedrà scalare il residuo del proprio budget che verrà ridistribuito ai primi in graduatoria che stanno attendendo.

Ma al di là di questa cosa che avrebbe bisogno di essere elaborata in maniera più approfondita, stiamo parlando di 395.000 domande pervenute da tutta Italia delle quali 12.400 da pazienti pugliesi.

Se per il bonus psicologo si è potuto rifiutare o mettere in attesa tantissime domande, come si potrà fare per le richieste dello psicologo di base se nessuno potrà essere escluso?

Si pensi che su 12.400 domande per il bonus psicologo in Puglia ne sono state accolte circa 2500 per un budget di €600 ciascuno ed uno stanziamento di un milione e mezzo di euro che equivale alla stessa cifra stanziata per lo psicologo di base nel 2024.

In sei mesi 2500 utenti hanno fruito di dodici sedute ciascuno in 180 giorni, consumando un milione e mezzo di euro. ( Che ad oggi non sono stati nemmeno trasferiti dalla Regione Puglia ad INPS).

Prevedo che, sia queste 2500 persone che hanno già fruito del bonus psicologo e sia le diecimila che hanno presentato domanda non accolta faranno richiesta dello psicologo di base.

Quindi mi domando con un milione e mezzo di euro stanziati in un anno come si potrà venire incontro a 12.500 persone?

Se ci atteniamo a questi numeri, senza contare eventuali persone che hanno saputo in ritardo di poter far domanda del bonus psicologo ma che adesso potrebbero chiedere le cure primarie allo psicologo di base, a calcoli fatti servirebbero ogni sei mesi almeno 7 milioni e mezzo di euro.

Per accogliere tutti gli utenti per tutto l’anno, servirebbero 15 milioni di euro.
Sono d’accordo con il commissario straordinario dell’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia che si tratta comunque di un primo passo e che “C’è ancora tanto da fare, il percorso è lungo, ora bisogna fare in modo che la disposizione di legge venga tradotta in atti concreti dalle Asl” e che la legge possa essere davvero “un’opportunità offerta ai cittadini pugliesi e ad anche agli psicologi della nostra regione“.

Ma concretamente, come sono abituata a ragionare, credo che ci ritroveremo in un altro vicolo cieco simile a quello che stiamo vivendo ancora per il bonus psicologo.

Forse non si è tenuto conto che la domanda sarà subito esorbitante rispetto agli stanziamenti economici.

Non possiamo basarci solo su “è un inizio” perché questo inizio contempla già migliaia di domande di utenti che dovranno essere tenute tutte in considerazione e non si potrà scegliere così come è stato per il bonus psicologo tra utenti con ISEE più basso.

Mi chiedo davvero come si potrà risolvere questa situazione con la speranza che non siano i colleghi che aderiranno a pagarne le conseguenze così come sta accadendo a chi ha aderito al bonus psicologo in Puglia.

Ci sono molte domande che mi sto ponendo alle quali spero di ricevere risposta quando sarà presentato il piano di regolamento dove saranno spiegate le linee guida per procedere concretamente e non solo a parole.

Una di queste domande è: come saranno inquadrati lavorativamente gli psicologi che aderiranno al progetto?

Dovranno essere presenti durante gli orari del medico di base e quindi essere dipendenti ASL o potranno lavorare per appuntamento a partita IVA?

Sulla proposta di legge c’è scritto che il servizio dovrà essere fornito dalle ASL e sarà svolto rapporto convenzionale da psicologi liberi professionisti.

Quindi potrebbero prendere appuntamento con la “ricetta rossa” prescritta dal medico di base e venire direttamente nel nostro studio?

Oppure sarà necessario che lo psicologo sia presente nei vari ambulatori medici gestiti dalle ASL?

Quello che si sa è che almeno questa volta non si farà distinzione tra psicologi e psicologi psicoterapeuti.

Quindi anche ai colleghi psicologi non psicoterapeuti sono stati riconosciute le competenze per accogliere e sostenere psicologicamente gli utenti che ne faranno richiesta come è giusto che sia.

Si sa anche che saranno le ASL a reclutare gli psicologi invitandoli ad aderire e/o convenzionarsi con il Sistema Sanitario Nazionale, anche se ancora non si sa in quale modo.

Si sa che il nostro Ordine darà supporto affinché si possano agevolare i lavori ed accelerare i tempi offrendo il proprio supporto e sostegno alle ASL per reclutare.

Un’ipotesi potrebbe essere quella di inserire nel sito dell’Ordine una sezione dedicata all’adesione, proprio come è stato fatto sul sito del CNOP per il bonus psicologo.

Chiaramente chiederebbero tutti i requisiti e i criteri necessari per poter aderire.

Concludo le mie riflessioni sperando che nella pubblicazione della legge potremmo avere maggiore chiarezza sulle linee guida che ci indicheranno come poter aderire.

Dopo l’esperienza del bonus psicologico, personalmente spero che venga fornita una guida futura che sia molto più chiara di quella offerta dall’INPS. In questo modo, ogni collega avrà la possibilità di leggerla e seguire le indicazioni senza dover interpretare ciò che viene scritto.

Categoria: Professione psicologo

Anna Quercia

Psicologa Clinica e della Salute a Taranto. Specializzata in Psicoterapia Analitica e Antropologia Esistenziale. Membro del direttivo P&S e responsabile Puglia.


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