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Home » Approfondimenti » Cultura e società » La Salute Mentale in provincia di Foggia: tra tentativi di Integrazione… e “disintegrazione”

La Salute Mentale in provincia di Foggia: tra tentativi di Integrazione… e “disintegrazione”

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  • Roberto Fantasia

Cento anni fa nasceva a Venezia Franco Basaglia.

Si celebrano, con lui e per lui cento anni di rivoluzione nella salute mentale.

Franco Basaglia è l’uomo che ha reso l’Italia, sul finire degli anni ’70 – proprio con la Legge che porta il suo nome L.Basaglia n.180/1978- il primo Paese al mondo a chiudere i manicomi.

I Centri di salute mentale (Csm) pubblici aperti h24 sono la risposta di un’ organizzazione sanitaria alternativa agli ospedali psichiatrici, ma restano un ideale, una visione abbagliante nella maggior parte del territorio italiano.

Non mi dilungherò sugli “internati”, dubito che le nuove generazioni possano avere il benché minimo sospetto, su quelli che erano i trattamenti di cura a loro riservati.

Tra il il 2010 e 2015 chiude l’ultimo OPG – ospedale psichiatrico giudiziario- di Aversa (CE), struttura nella quale si poteva solo entrare – e mai più uscire- se alla misura giudiziaria era associata il riconoscimento di una “pericolosità sociale”: oggi abbiamo le REMS, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza e di un trattamento di cura individualizzato.

In Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia nascono da poco le Case di Comunità (ex Case della Salute), una risposta virtuosa al bisogno di “prossimità”, quello di avere accesso nel proprio territorio a risposte efficaci sulla Salute come “benessere”, non più concepita come “assenza di malattia” o come qualcosa da “ripristinare” con farmaci, ma nel suo complesso gioco di fattori somatici, psicologici, emotivi, relazionali e sociali.

“Nella maggior parte delle regioni italiane sono presenti ambulatori psichiatrici aperti poche ore solo alcuni giorni alla settimana, oppure Csm non oltre le 12 ore per 5/6 giorni alla settimana”, dichiara Gisella Trincas, presidente di Unasam (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale).

Se in Italia da una parte abbiamo l’Emilia Romagna e Bologna con la sua eccellenza dove è realtà, attraverso il programma “Leggieri”, un idea semplice e geniale per integrare le Cure Primarie con la Salute Mentale: nello specifico si è visto che mediamente un paziente su 4 che afferisce ai MediciMedicinaGenerale riportava un disagio mentale significativo.

In un territorio che presenta 4.000 MMG e 400 psichiatri l’obiettivo illuminante è stato quello, negli ultimi anni, di fare rete, e integrare la risposta, rendendola efficiente, semplicemente associando ad ogni psichiatra,10 MMG.Piccoli nuclei, dove il confronto multidisciplinare diretto, aiuta tutti.

Di tutt’ altra specie è l’apparente “disintegrazione” più che integrazione, con il conseguente svilimento dei servizi di Salute Mentale, che trova la sua massima espressione in Capitanata qui in Puglia: terra dei record per gli accesi contrasti, creati da una Storia che dimentica e che, abituata a trascurare, getta le sue spettacolari costiere bianche e i suoi borghi animati – e “animosi”-, in quella misura di qualità di vita posta solitamente come fanalino di coda tra le province italiane, quasi a voler rassicurare tutti gli altri che non vi è pericolo per loro, i peggio saremo noi comunque, qui in provincia di Foggia.

Infatti, tra i bollori di un territorio vastissimo, assetato e infuocato dal sole, si esprime in tutta la sua freddezza la quasi totale assenza di servizi sanitari pubblici in grado di intercettare l’aumentato fabbisogno e richiesta di aiuto psicologico.

L’ Italia è un Paese che invecchia, e la sua area di Cronicità è in progressiva crescita, vi è la necessità e l’urgenza di contribuire al miglioramento della tutela per le persone affetteda malattie croniche, riducendone il peso sull’individuo, sulla sua famiglia e sul contesto sociale, migliorando la qualità di vita, rendendo più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza e assicurandomaggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini.

Ad essere affetti, parimenti, da una “malattia cronica”, sembrano esserlo i Centri di Salute Mentale foggiani, allo stato atuale rappresentati da tre Unità Operative Complesse (Foggia, Cerignola e San Severo, con inclusi quindi i relativi SPDC), altrettante Unità Operative Semplici ed altre sedi ambulatoriali aggregate a queste per un totale di 13 strutture erogatrici di assistenza.

In tutti questi presidi territoriali sono in servizio globalmente 11 psichiatri, 9 psicologi, 5 assistenti sociali, 32 infermieri e 5 OSS. Per una popolazione di 600.000 abitanti, quanti sono quelli della provincia di Foggia, dovrebbero risultare 36 medici psichiatri, 18 psicologi, 12 assistenti sociali, 60 infermieri professionali, 12 OSS.

È notizia di questi giorni, la denuncia del consigliere Regionale Giannicola De Leonardis, che ha presentato una interrogazione all’assessore Palese per le “Gravi carenze”.

Nel frattempo è in procinto di partire la figura dello Psicologo di Base, tra pochi giorni e precisamente dal 18 Marzo 2024, riapre il bando per la richiesta del “Bonus Psicologo”, e se non verranno revocati i futuri concorsi come negli ultimi dieci anni, ci si augura che anche qui, prima che sia troppo tardi, si giunga a concepire la persona e la sua salute, con i suoi sintomi e i suoi bisogni come qualcosa di INTEGRATO, che merita di essere supportato da una rete di servizi che nell’intreccio virtuoso di servizi sanitari pubblici e “privato”, possa funzionare, sin da subito, all’unisono, per costruire davvero interventi efficaci e mirati ai bisogni della persona.

Da ascoltare il podcast “Tutta colpa di Basaglia” prodotto da Piano P e disponibile su tutte le piattaforme gratuite.

Roberto Fantasia

Referente per la provincia di Foggia di P&S

Psicologo Clinico e Psicoterapeuta Specializzato in Psicoterapia della Gestalt e dell’ Analisi Transazionale.
    Categoria: Cultura e società

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