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Home » Approfondimenti » Politica Professionale » Trasformazione della Cassa di Mutua Assistenza in sindacato: cui prodest?

Trasformazione della Cassa di Mutua Assistenza in sindacato: cui prodest?

28/10/2024 scritto da Jessica Ciofi

In questi giorni, come noto, scade l’assicurazione professionale obbligatoria e mai come quest’anno tale scadenza diviene oggetto politico di grande attenzione.

Qual è la ragione di tanta attenzione che mai è stata data al rinnovo dell’assicurazione?

Ebbene il fatto è che CAMPI, che la maggior parte di noi conosce come Assicurazione degli psicologi, a pochi giorni dalla scadenza del rinnovo, ci comunica che cambia la sua natura e si trasforma nel sindacato SI.NA.PSI.

La “Cassa di Assistenza Mutua tra gli Psicologi Italiani viene istituita il 30 giugno 1995 ad opera del primo Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, allo scopo di fornire alla categoria degli psicologi alcune tutele assicurative, tra cui la copertura della responsabilità civile professionale, che copra i rischi verso i terzi, e la copertura degli infortuni alla propria persona”.

Il primo CNOP da vita a tale Cassa che nel tempo, in forza di un gran numero di iscritti (pare circa 70000 ad oggi) ottiene ottime condizioni dall’assicurazione (attualmente Allianz) con cui stipula una polizza collettiva.

Da allora colleghe e colleghi si rivolgono soprattutto a CAMPI per l’RC professionale che a partire dal 2014 diviene obbligatoria. Certo una parte della comunità professionale, soprattutto chi lavora nel pubblico, usufruisce della polizza di AUPI, gratuita per gli iscritti, una parte si rivolge ad assicurazioni in modo diretto e da due anni, una parte residuale si rivolge a PLP, sindacato di liberi professionisti che solo recentemente offre l’RC professionale.

Ora accade che il 01marzo 2024 viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 232 del 15 Dicembre 2023, tale decreto attuativo della Legge Gelli atteso dal 2017, determina i requisiti delle polizze di assicurazione professionale.

All’art. 3 comma 4 recita: L’esercente la professione sanitaria può essere garantito da idonea copertura assicurativa anche aderendo a convenzioni o a polizze collettive per il tramite delle strutture pubbliche o private, delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze istituzionali delle professioni sanitarie. L’esercente attività libero professionale può essere garantito da coperture stipulate direttamente dalla struttura.

Sulla base di questo articolo il CDA di CAMPI ritiene di doversi trasformare in sindacato per poter continuare ad erogare la polizza assicurativa… Nasce così SI.NA.PSI.

Aldo Calderone in un video allegato ad una newsletter di fine agosto, spiega le varie ragioni per iscriversi gratuitamente a tale sindacato.

Un sindacato che vede la luce con un certo vantaggio, potendo usufruire, per pubblicizzarsi, di un database che consta di circa 70.000 indirizzi di posta elettronica tutti funzionanti… Un tesoretto su cui qualunque sindacato nascente metterebbe volentieri la firma.

Arrivando ai giorni nostri, nella pagina del rinnovo dell’assicurazione qualche collega si lamenta pubblicamente su un gruppo fb molto frequentato, del fatto che ci sia una spunta automatica sull’adesione a SI.NA.PSI e che tale spunta sia stata poi rimossa in seguito alle sue rimostranze. Campi smentisce…

Lungi dal voler entrare in merito alle polemiche sul tema, sono qui a proporre una riflessione su due aspetti: il primo è che a mio avviso, sulla base dell’articolo incriminato CAMPI potrebbe tranquillamente continuare ad erogare i servizi attuali senza alcuna trasformazione.

L’articolo cita chiaramente generiche strutture pubbliche e private che possono stipulare polizze collettive insieme a sindacati e istituzioni di categoria, la centratura dell’itera norma è su come debbano essere strutturate tali polizze e sul fatto che tutti gli esercenti le professioni sanitarie, nonché tutte le strutture sanitarie debbano necessariamente dotarsi di una assicurazione, non certo su quali siano gli intermediari assicurativi titolati a contrarre tali assicurazioni che sembrano non essere stati modificati dalla norma stessa.

Del resto il Legislatore ha il compito di garantire la salute al cittadino e lo fa garantendo che tutti siano assicurati, ma quale potrebbe essere mai la differenza se a stipulare una assicurazione è direttamente il professionista o il sindacato cui aderisce o altro soggetto ancora?

Sorge il dubbio che la ragione della nascita di SI.NA.PSI. non sia questa.

Altro quesito che mi frulla in testa è il seguente: il CDA di una Cassa Mutua che nasce dal CNOP, ha titolo per modificare la sua natura compiendo una azione di tale portata e dando vita ad un sindacato che sostanzialmente nasce dal CNOP?

Inoltre ammettendo che io mi sbagli su tutta la linea e che il passaggio alla natura sindacale sia obbligatorio…

Mi chiedo allora: se come professione ci rendiamo conto che l’unico modo per avere l’assicurazione professionale obbligatoria ad un costo contenuto, passa attraverso l’adesione obbligatoria ad un sindacato, non sarebbe giunto il momento in cui siano le nostre istituzioni a stipulare direttamente l’assicurazione?

Certamente questo diventerà un punto programmatico di Professione & Solidarietà in vista delle imminenti elezioni sia all’ENPAP che negli Ordini Regionali.

Altra questione che mi preme sviluppare brevemente è proprio il tema sindacale.

Non c’è dubbio che in questo momento storico più che mai si senta la necessità di un sindacato che tuteli i diritti dei liberi professionisti, che porti avanti battagli politiche, alcune per la nostra professione e altre congiuntamente ai liberi professionisti afferenti ad altre professioni. Noi come Professione & Solidarietà abbiamo sentito tale esigenza e per tale ragione abbiamo aderito come socio collettivo a PLP che attraverso Confprofessioni può consentirci di portare avanti tali battaglie nelle sedi opportune.

Mi chiedo se questo nuovo sindacato, che aderisce a COSIPS che a sua volta aderisce a CIMO, che dichiara di rappresentare 10.000 iscritti a fronte di 1.500.000 di liberi professionisti rappresentati da Confprofessioni possa davvero rappresentare una alternativa credibile al di là di tutti i dubbi già esposti.

Categoria: Politica Professionale

Jessica Ciofi

Psicologa, Presidente di Professione & Solidarietà, dirigente del MO.P.I. Mi occupo di politica professionale con vari ruoli sin dal 1994 (ben prima della laurea) e di Ecm dal 2004 come consulente di vari provider.


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