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Home » Approfondimenti » Cultura e società » L’inclusione sociale generativa da Basaglia in poi – Il Convegno

L’inclusione sociale generativa da Basaglia in poi – Il Convegno

02/07/2024 scritto da Ivana Colizzi
convegno
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  • Perché del convegno
  • Chi partecipa
  • Proiezioni di inclusione sociale

Il Convegno “L’inclusione sociale generativa da Basaglia in poi” è stato organizzato dalla cooperativa sociale Città Solidale di Latiano nell’anno del centenario della nascita di Franco Basaglia.

L’evento che si è tenuto il 28 maggio 2024, è stato ideato per celebrare il centenario della nascita di Franco Basaglia, lo psichiatra che ha rivoluzionato il modo di concepire e curare la malattia mentale in Italia, portando alla chiusura dei manicomi e alla promulgazione della legge 180 nel 1978.

Questo convegno ha preceduto di un giorno la manifestazione Olimpiadi IN, giunta alla sua XXII edizione, il grande evento nazionale contro l’esclusione sociale, il pregiudizio e lo stigma verso le Persone con disabilità, promosso sempre da Città Solidale, che per ben sette volte consecutive ha ottenuto l’alto riconoscimento del Presidente della Repubblica.

Perché del convegno

Il convegno si propone di riflettere sul concetto di inclusione sociale generativa, che secondo la definizione è:

un modo di pensare e agire personale e collettivo che mira a creare valore e impatto positivo sulle forme di vita sociale, attraverso un processo creativo, connettivo, produttivo e responsabile, tale da includere persone svantaggiate con azioni continue nel tempo, che si rinnovano alimentate da nuove idee e nuove azioni.

L’obiettivo è ri-generare le risorse di chi vive una condizione di fragilità o marginalità, valorizzando le sue capacità e competenze, e al tempo stesso promuovere la generatività sociale, ovvero “un nuovo modo di pensare e di agire personale e collettivo che racconta la possibilità di un tipo di azione socialmente orientata, creativa, connettiva, produttiva e responsabile, capace di impattare positivamente sulle forme del produrre, dell’innovare, dell’abitare, del prendersi cura, dell’organizzare, dell’investire, immettendovi nuova vita”.

Chi partecipa

Il convegno vede la partecipazione di esperti e le testimonianze di operatori e utenti dei servizi di salute mentale. Tra gli ospiti:

  • il dott. Paolo Serra, psichiatra, già responsabile Salute mentale a Firenze e del Centro Franco Basaglia di Arezzo.
  • Il video messaggio del dott. Peppe dell’Acqua, psichiatra, già direttore del DSM di Trieste
  • Il dott. Franco Colizzi, psichiatra, già direttore del DSM di Brindisi.

Proiezioni di inclusione sociale

Sono stati inoltre presentati due spettacoli teatrali diretti dalla regista Venere Rotelli, dai titoli “State aspettando noi” e “L’inventore del cavallo”.

Il primo centrato sul sottile equilibrio che separa il linguaggio onirico da quello di una realtà percepita come un “circo dell’assurdo”, rimanda attraverso uno specchio deformante l’immagine riflessa dello spettatore. E così, mentre si avvicendano sulla scena vari personaggi che vogliono condividere “le verità nascoste”, l’attesa di chi guarda cresce, nel tentativo di carpire il senso di ciò che si sta disvelando davanti ai propri occhi. Che cos’è il teatro? Come ritrae la nostra esistenza? Cosa rivela della vita? È possibile pensarlo come una mise en abyme della vita stessa? Una storia, dentro un’altra storia, dove “…ogni giorno ci ritroviamo ad improvvisare il nostro copione”.

L’inventore del cavallo, invece, pièce teatrale imperniata sull’umorismo brillante di Achille Campanile e si compone di un collage di quadri scenici che, nel segno della denuncia dell’irragionevolezza delle regole che reggono la società borghese, attraverso la lente deformante dell’ironia mette alla berlina le acrobazie del linguaggio comune, svelandone l’impalcatura assurda su cui si poggia.
Una variegata fauna umana, che va dall’inventore farlocco all’esperto di cose completamente inutili, si contende e reclama un’investitura, una carica ufficiale, nell’affannosa ricerca di un’autoaffermazione del tutto effimera. In fondo, tutta la poetica di Campanile ci insegna che questa spasmodica rincorsa a ricoprire un ruolo è di per sé stramba, insensata, stolta. In una parola, assurdo.

Categoria: Cultura e società

Ivana Colizzi

Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale.
Creatrice e Presidente di P.Ost It Ostuni


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