Non sono soltanto i fattori biologici, di crescita e di apprendimento a influire sul nostro sviluppo. Giocano un importante ruolo anche i luoghi in cui cresciamo. Esistono, di fatto, ambienti che possono renderci più vulnerabili di altri. Ciò non vuol dire che crescere in determinati contesti significhi che la nostra vita è destinata al tracollo; semplicemente aumentano i rischi.
Arbelaez, 2023
Scritto in collaborazione con Antonio Monopoli, Catherine Fiore
La psicologia non è certamente una “tuttologia”, ma moltissimi aspetti centrali nella vita individuale e sociale sono da tempo oggetto d’indagine della scienza psicologica e possono essere positivamente influenzati dagli interventi della ricerca psicologica e dai professionisti psicologi.
Tra gli ambiti della psicologia che hanno e possono avere sempre più rilievo per la vita delle persone è da annoverarsi la “psicologia ambientale” (1) che si occupa di come lo spazio abitativo e quello pubblico possono condizionare la vita del singolo, del gruppo, ad esempio quello primario familiare, o di intere collettività, piccole o grandi che siano, proponendo soluzioni funzionali al benessere e alla qualità di vita in questi stessi spazi.
Appare evidente che il contributo degli psicologi ricercatori o professionisti alle scelte progettuali e alle realizzazioni dell’Interior Designer o dell’architetto urbanista nel disegnare gli spazi interni o pubblici della vita sociale, così come di altre professionalità meno note, quali il Landscape Designer (chiamarlo giardiniere è davvero riduttivo e non tutti i giardinieri possono definirsi così), possono fare la differenza.
E questa differenza può essere ancora maggior se gli psicologi partecipano al dibattito pubblico, perciò politico, per contribuire con il proprio specifico apporto ai cambiamenti realizzati in virtù degli strumenti di governo del territorio, come nel caso del Piano Urbanistico Generale, altrimenti indicato in acronimo come PUG.
Questo è accaduto e sta accadendo a Taranto, nel Comune dell’omonima Provincia, nelle Puglie, in cui il PUG detterà il quadro di riferimento e di orientare le scelte entro cui nei prossimi decenni si svilupperà l’intera città da un punto di vista urbanistico.
Gli interventi degli psicologi professionisti nel dibattito che si è acceso sul territorio s’inquadrano nel nuovo concetto di urbanistica, che oggi va inteso non più soltanto in termini di strutture architettoniche ovvero palazzi, strade e ponti, allargandosi all’indagine e all’intervento sull’insieme delle relazioni tra gli abitanti e queste stesse strutture.
Essendo, quindi, coinvolte le persone che risiederanno o transiteranno nella città, è evidente che vi è un aspetto psicologico da tenere in considerazione.
In altri termini, la città viene costruita per l’uomo e deve essere plasmata sulla base delle sue esigenze nell’ottica del consentire una buona qualità della vita.
Di queste tematiche, se ne occupa quel ramo della psicologia sociale che prende il nome di psicologia ambientale e/o architettonica e che con grande fatica, solo oggi inizia ad uscire dalle università, dove si è accademicamente consolidata per molti decenni, per tentare di dare il proprio apporto concreto nella progettazione architettonica e urbanistica.
La figura dello psicologo ambientale quale psicologo architettonico, quindi, è una figura nuova, nel mondo del lavoro professionale, che richiede una specifica lunga e approfondita formazione garantita dagli appositi percorsi universitari, che arricchisce il ventaglio delle attività dello psicologo come già avvenuto con altre figure psicologiche come ad esempio lo psicologo dello sport, lo psicologo del turismo e lo psicologo del lavoro.
Lo psicologo architettonico (detto anche psicologo ambientale, i due termini vanno intesi come sinonimi) purtroppo, trova un ostacolo aggiuntivo nel fatto che deve svolgere la propria attività in un ambiente professionale come quello architettonico ed ingegneristico, che finora non ha conosciuto questa presenza e conseguentemente ha difficoltà a comprenderne l’utilità.
Sotto il profilo politico è perciò necessario che i diversi soggetti, a cominciare da quelli ordinistici, s’impegnino a promuovere questa declinazione della professionalità psicologica.
Sul territorio tarantino il Socio ordinario di “Professione e Solidarietà” e Referente Provinciale per l’associazione Dottor Antonio Maria Claudio Monopoli è intervenuto come Relatore nel pubblico dibattito che, come previsto dalla stessa normativa, il Comune di Taranto ha organizzato come fase di ascolto preliminare dei cittadini e di tutti i portatori di interesse (gli stakeholder) lo scorso 30 ottobre 2023.
Il Relatore ha sottolineato “l’opportunità e, anzi, la necessità di utilizzare le competenze di psicologia sociale che nel caso specifico si concretizzano nella disciplina denominata ‘psicologia ambientale’ e ‘architettonica’, che dir si voglia, e che trovano un naturale ambito di applicazione nella fase preliminare, nella stesura, e nella concretizzazione di un piano urbanistico generale.” Questa branca della psicologia, a detta del Relatore, è “ancora poco conosciuta nel nostro paese”, pur avendo “oramai una storia accademica di oltre settant’anni, e tra le sue funzioni si pone l’obiettivo di essere soggetto attivo nella pianificazione urbanistica in quanto, avendo questo tipo di intervento una ricaduta diretta sulle persone, essa svolge un ruolo essenziale nell’ottimizzare l’efficacia dell’intervento ai fini del benessere sia individuale che collettivo e nel facilitare il raggiungimento degli obbiettivi che la pubblica amministrazione si pone riguardo ai cittadini”.
L’apporto psicologico è essenziale: “la storia dell’urbanistica, infatti, vede, anche in periodi recenti, i danni e le sofferenze sociali che al di là delle certamente positive intenzioni dei pianificatori e dei progettisti si sono venute, purtroppo, a realizzare in molti casi.” Perciò “un piano urbanistico che non sia frutto anche dell’applicazione delle competenze psicologiche, può infatti dare luogo ad una eterogenesi dei fini negativamente molto pesante quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: la disuguaglianza sociale; l’esclusione sociale di gruppi marginalizzati quali gli anziani, le persone con disabilità o le minoranze etniche; impatti sulla salute fisica e psichica dei cittadini; danni nella percezione dell’appartenenza ad una comunità e nella percezione e nel vissuto di una identità condivisa; un livello ed una modalità di gentrificazione disfunzionale.”
Metaforicamente parlando, rinunciare all’apporto della psicologia alla pianificazione urbanistica sarebbe come “costruire una sala operatoria con i criteri che, sulla base delle conoscenze e competenze dell’epoca, si sarebbero utilizzati nell’Ottocento e chiunque lo facesse non solo riceverebbe una disapprovazione da parte della comunità dei propri colleghi, ma si esporrebbe a ricadute di responsabilità giuridica e finanziaria” decisamente gravi.
Analogamente “l’esistenza delle conoscenze e delle competenze della psicologia ambientale, che si caratterizza come disciplina scientifica ben definita e internazionalmente riconosciuta, genera l’obbligo etico e rende giuridicamente opportuno una sua utilizzazione.” Perciò non è vera l’idea semplicistica che “tutti siamo un po’ psicologi”: occorre tenere invece presente che “la competenza professionale specifica richiede necessariamente lo spazio che le è proprio mediante la partecipazione alle varie fasi di pianificazione, progettazione e realizzazione, della figura dello psicologo architettonico” e ambientale.
L’autorevole intervento di Monopoli, ha dato così modo all’amministrazione pubblica di iniziare a prendere consapevolezza dell’esistenza e della possibile utilità di questa nuova figura professionale.
Ciò ha comportato come conseguenza l’accoglimento della nostra richiesta di inserire tra gli Ordini professionali invitati a esprimersi riguardo al nuovo PUG di Taranto, anche l’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi Pugliesi nello specifico incontro tenutosi il 5 dicembre 2023 tra l’Amministrazione Comunale e i vari Ordini professionali considerati interessati all’evento.
Va espresso quindi un autentico ringraziamento al nostro Commissario Straordinario dell’Ordine, Prof. Giuseppe Luigi Palma (2), il quale, con profondo senso del proprio ruolo, è intervenuto personalmente con una chiara, estesa e competente esposizione del ruolo che la figura dello psicologo ambientale e architettonico è chiamata ad assumere – e non potrebbe essere diversamente -, nella creazione di uno strumento di pianificazione quale il PUG che determinerà il destino della città pugliese, e quindi dei suoi cittadini (ma anche dei visitatori), nei prossimi decenni.
Il dottor Palma ha portato numerosi esempi di come questa esigenza viene sentita e inizia gradualmente ad essere recepita nel nostro Paese.
A questo riguardo egli ha ricordato il progetto “Hospitality” della Regione Puglia, efficace concretizzazione esemplare delle Linee-guida riguardo alle strutture sanitarie pugliesi, così come l’esperienza di Modena che già anni addietro fece ricorso anche alle competenze psicologiche per riorganizzare i flussi di traffico nel proprio centro.
In conclusione del suo prezioso intervento il Professor Palma ha chiesto esplicitamente, a nome dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi Pugliesi, che la figura dello psicologo ambientale sia inserita tra le figure chiamate ad occuparsi del nuovo Piano Urbanistico Generale della città di Taranto.
Erano presenti al dibattito, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’assessore all’urbanistica Dottor Mattia Giorno, la dirigente dell’ufficio urbanistica Ingegner Simona Sasso, il Prof. Architetto Francesco Karrer, già professore ordinario di urbanistica presso l’Università “Sapienza” di Roma, che dirige il gruppo di tecnici che si stanno occupando della stesura del PUG, ed i rappresentanti dei vari Ordini professionali.
Come rappresentanti di Professione & Solidarietà, erano presenti la Dott.ssa Anna Quercia, Socia fondatrice e responsabile per la Regione Puglia, la Dott.ssa Catherine Fiore, Referente per Taranto e le province di Taranto del Salentino, oltre al Dr. Antonio Monopoli, Referente per le province di Taranto Nord.
Da parte dei presenti è stato espresso unanime interesse per quanto esposto dal Commissario Straordinario del nostro Ordine e vivo apprezzamento per questa proposta di apporto delle competenze psicologiche è stato manifestato da parte dei rappresentanti della Pubblica Amministrazione.
L’auspicio è, che alle buone intenzioni, seguano i fatti per una sempre
maggiore valorizzazione della figura dello psicologo nell’interesse della collettività e nel miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini.
(1) Si rimanda alla bibliografia e alla sitografia per gli opportuni rimandi e approfondimenti.
(2) Luigi Palma è stato Presidente dell’Ordine degli psicologi pugliesi e del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi nazionale tra il 1999 e il 2014. Attualmente ricopre l’incarico di Commissario straordinario dell’Ordine delle psicologhe e degli psicologi della Puglia.
Bibliografia e sitografia
- Arbelaez, M.A.C. (2023), Urbanistica e psicologia: gli spazi ci condizionano? reperibile all’indirizzo:
https://lamenteemeravigliosa.it/urbanistica-e-psicologia-gli-spazi-ci-condizionano/ - Baroni, M. R. (2008), Psicologia ambientale, Bologna.
- Bonnes, M., Carrus, G., Passafaro, P. (2006), Psicologia ambientale, sostenibilità e comportamenti ecologici, Roma.
- Caprioglio, D. (2012), Nel cuore delle case. Viaggio interiore tra case e spazi mentali. Come e perché scegliamo la nostra abitazione,
- Caprioglio, D. (2022), Mura sensibili. Psicologia dell’abitare,
- Costa, M. (2016), Psicologia ambientale e architettonica. Come l’ambiente e l’architettura influenzano la mente e il comportamento, Milano.
- Filighera, T., Micalizzi, A. (2018), Psicologia dell’abitare. Marketing, Architettura e Neuroscienze per lo sviluppo di nuovi modelli abitativi, Milano.
- Inghilleri, P. (2021), I luoghi che curano, Milano.
- Mallgrave, H. F. (2015), L’empatia degli spazi. Architettura e neuroscienze, Milano.
- Méndez Rodríguez, S. Saura Carulla, M. & Muntañola Thornberg, J. (2013), Psicología ambiental, Arquitectura y Urbanismo: una fecundación que no Llega.
- Pazzaglia, F., Tizi, L. (2022), Cos’è il Restorative Design, Roma.
- Pinetti, R. (2017), Il linguaggio segreto della Casa. Psicologia dell’abitazione, Lecce.
- Steg, L., Van Den Berg, A., de Groot, J. (2013), Manuale di psicologia ambientale e dei comportamenti ecologici, Rimini.
- Steg, L. (2019), Environmental Psychology. An Introduction, Second Edition, USA.
