Sono Bruna Silvidii, Dirigente Psicologa e psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico e lavoro, a tempo indeterminato, presso il Centro di Salute Mentale dell’Ausl di Pescara dal dicembre 1999, dopo aver operato anche in altri Servizi Pubblici (Consultorio, Ser. D. dal 1993 al 1999 e Servizio Materno Infantile della Bassa Parma Est , negli anni 80/90).
Lavoro, dunque, nella A.U.S.L. Di Pescara da 28 anni e sono iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo dal 1993.
Sin dai tempi in cui frequentavo L’Università “La Sapienza” a Roma, mi sono interessata ai rapporti fra Arte e Psicologia, approfondendo i miei studi sia sui rapporti fra mancinismo e creatività, che sull’ espressione del disagio sociale attraverso strumenti artistici e seguendo con grande interesse le ricerche del Prof. Bonaiuto, sulla creatività.
Ho sempre pensato che questi miei interessi fossero strettamente correlati all’aver sperimentato personalmente il cosiddetto “mancinismo contrastato”, ad opera di alcune mie insegnanti durante le scuole elementari. Secondo i miei ricordi, parzialmente “rimossi” poiché alquanto traumatici, ciò avvenne sin dagli inizi delle scuole elementari.
I metodi educativi di cinquanta anni fa, prevedevano il “legare” la mano sinistra, definita “la mano del diavolo”, ed ancora oggi, alcuni metodi educativi relativi al mancinismo, dovrebbero essere revisionati e modificati.
Il disagio vissuto allora mi ha condotta progressivamente, nel tempo, a manifestare uno spiccato interesse verso i bambini che si percepivano “diversi” e/o che erano svantaggiati, per situazioni di disagio affettivo, sia di carattere sociale che familiare.
Avendo una sorella pittrice, sono cresciuta a contatto con l’Arte che mi ha molto stimolata a fronteggiare ogni condizione di “repressione” della libertà espressiva e della creatività, così come quella sperimentata durante quel periodo scolastico.
All’Università avrei scoperto durante gli studi che la maggior dei soggetti mancini presentava una propria modalità e/o forma personale di espressione artistica e che molti musicisti famosi del passato, erano mancini (Bach, Beethoven, Mozart, fino ad arrivare a Ringo Starr, Paul McCartney, Jimmy Hendrix, David Bowie ecc.)
E’ con questo background che ho sempre operato nel nostro bellissimo mestiere.
Sia quando lavoravo a Parma, in Neuropsichiatria Infantile, con i bambini, sia al Servizio per le tossicodipendenze che con gli utenti psichiatrici al Centro di Salute Mentale, ho quasi sempre utilizzato, con ottimi risultati, diversi strumenti artistici (pittura e teatro prevalentemente) per aiutare i miei pazienti ad esprimersi creativamente, sentendosi liberi di mettersi in contatto sia con le proprie “zone d’ombra” che con il proprio mondo interno, soprattutto là dove la “talking cure” non era del tutto accessibile e funzionale alla cura di alcune forme di disagio psichico.
Proprio per questo ho creato e condotto un laboratorio di Arteterapia con gli utenti del C. S. M. sin dal 1999, avendo ricevuto dal Direttore Generale un incarico di Alta Specializzazione in “Art-Therapy e Riabilitazione Psicologica”. Insieme ai miei pazienti, ho organizzato tante esposizioni delle produzioni pittoriche che avevano realizzato durante le sedute di Art-Therapy che si svolgevano, settimanalmente, in gruppo, in una stanza dell’istituzione adibita ad atelier artistico.
Da qualche anno ho iniziato ad interessarmi anche agli aspetti espressivo-creativi del Counseling e della Psicodiagnostica (i test proiettivi, in particolare) per i quali attualmente, ho un incarico professionale.
Vi assicuro che introdurre ed utilizzare la creatività artistica nelle pubbliche istituzioni, specialmente nell’ambito della Salute Mentale e più in generale nel nostro lavoro, aggiunge valore terapeutico e risultati positivi alla nostra operatività.
Tutto ciò credo sia necessario a spiegare il motivo per il quale desidero candidarmi alle Elezioni per il rinnovo dell’Ordine degli Psicologi, in Abruzzo.
Intendo impegnarmi in particolare su due punti del programma elettorale di “Professione e Solidarietà”.
Il primo è quello orientato alla promozione di nuovi gruppi di lavoro, finalizzati ad ampliare il raggio d’azione della Psicologia nel territorio, realizzando progetti connessi ai molteplici ambiti di interesse della nostra Professione, in interazione anche con altri settori.
Tra questi, quello sul quale penso di poter lavorare meglio è l’ambito che pertiene particolarmente alla promozione della creatività, della quale si occupano gli arteterapeuti, i musicoterapeuti e/o tutti quei colleghi che utilizzano l’Arte come strumento privilegiato nel proprio lavoro.
Mi piacerebbe creare all’interno dell’Ordine degli Psicologi una solida rete di associazioni di Arteterapia e Musicoterapia, che lavorino in sinergia per realizzare eventi seminariali di tipo formativo e/o performativo, dopo aver realizzato una mappatura precisa sul territorio delle risorse presenti, in tale direzione.
E’ necessario considerare l’Arteterapia ad orientamento psicodinamico – secondo la modalità in cui la intendo personalmente, in relazione al pensiero di E. Kramer, M. Lowenfield e M. Naumburg – come un insieme di pratiche professionali di matrice artistica, finalizzate a promuovere le risorse creative degli individui, dei gruppi e delle comunità, per sviluppare benessere personale e sociale, mediante lo strumento dell’arte plastico-pittorica e visiva.
Una vera e propria modalità di cura che passa attraverso l’espressione artistica, dunque, laddove le immagini ed i vissuti, che emergono durante il lavoro terapeutico, contribuiscono a metabolizzare il disagio, in penombra. Gli attuali studi evidence-based confermano, oltretutto, l’inserimento dell’Art-therapy nell’attuale panorama delle cure più moderne.
Si può dunque pensare, in tal senso, di organizzare eventi che possano incoraggiare, soprattutto i giovani psicologi, a proporre ed a strutturare progetti interessanti in collaborazione con gli enti pubblici e/o privati, non soltanto per utenti psichiatrici e/o tossicomani, per i quali è spesso necessario un percorso riabilitativo, ma anche ai fini della prevenzione con gli adolescenti che attualmente, come sappiamo e come vediamo anche nei Servizi, stanno vivendo uno stato di notevole disagio psicologico strettamente connesso alla pandemia.
Per la realizzazione dei suddetti progetti, si potrebbe ipotizzare di accedere anche ai fondi della Comunità Europea.
Il secondo punto programmatico della nostra lista che mi sta a cuore è quello riguardante la possibilità di istituire una “Psicologia dei Servizi”.
Credo, infatti, che sia importante considerare l’Ordine degli Psicologi, come un organo capace di instaurare un dialogo aperto anche con le A. U. S. L. locali, e/o con la Regione, al fine di realizzare trattative utili all’indizione di Concorsi pubblici in Abruzzo per gli Psicologi, oltre al ripristino dei Servizi di Psicologia Clinica nei servizi territoriali ed ospedalieri.
È necessario, infatti, che gli Psicologi possano coordinare ed organizzare in modo autonomo le attività psicologiche, seppur in interazione dinamica, con le équipes presenti nei Servizi in cui operano.
Per quanto riguarda i tempi necessari alla realizzazione concreta di questi due punti, credo che possano essere indicativamente definiti in un anno di lavoro circa, sia per quanto riguarda la mappatura dei Servizi pubblici e privati che delle Associazioni presenti sul territorio, al fine di realizzare incontri e riunioni, necessarie a costituire la “rete”.
Ringrazio anticipatamente tutti i colleghi che ci sosterranno.

