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Home » Approfondimenti » Politica Professionale » Gli ordini e la comunicazione

Gli ordini e la comunicazione

08/06/2023 scritto da Jessica Ciofi

“Ogni comunicazione veicola un contenuto e una relazione”

P. Watzlawick

Nonostante la comunicazione sia presumibilmente uno dei nostri domini, un campo in cui tutti noi psicologi ci sentiamo abbastanza competenti poiché è uno strumento del nostro mestiere, a volte ho il dubbio che, forse a causa della nostra eccessiva sicurezza o forse proprio perché lavoriamo con essa quotidianamente, tendiamo, proprio noi, a sottovalutare alcuni aspetti.

Proverò qui, attraverso alcuni esempi, a spiegare meglio cosa intendo dire.

Partirò da un fatto spiacevole che sta mostrando i suoi effetti in queste ore: il bonus psicologo.

Al di là delle polemiche riguardanti la questione tra psicologi e psicoterapeuti, e quelle riguardanti l’aspetto economico, concretamente è accaduto che inizialmente colleghi psicoterapeuti abbiano aderito a questa iniziativa. Bene, se non fosse stato così, sarebbe stato un totale fallimento e avremmo fatto una pessima figura come categoria.

Tuttavia, dopo l’adesione, si sono verificati una serie di malintesi, incomprensioni e veri e propri errori che hanno portato molti di coloro che avevano aderito a ritirarsi o a correre il rischio di lavorare gratuitamente.

Cosa è successo? È successo che le spiegazioni fornite dall’INPS sulle procedure da seguire da parte dei professionisti sono state poche e poco chiare, e ognuno si è organizzato per cercare informazioni in vari luoghi, sui social media, tra colleghi… E l’Ordine?

L’Ordine, dopo aver lavorato con la politica per l’attuazione di questa misura, non ha compiuto il passo successivo, ovvero fornire informazioni chiare e dettagliate man mano che sorgevano problemi. Ha lasciato che ognuno si organizzasse da solo e, come forse era prevedibile, ciò ha portato alle conseguenze che stiamo osservando: colleghi insoddisfatti e preoccupati, pazienti che si sentiranno dire che il terapeuta non aderisce più…

Il secondo esempio che voglio analizzare riguarda i bandi per la psicologia scolastica. Dopo un discutibile accordo con il Ministero, non è stato redatto un modello di bando che potesse essere applicato dalle scuole (è vero che non era possibile imporlo per rispetto dell’autonomia scolastica, ma sarebbe stato possibile almeno proporlo, almeno sul sito del CNOP)…

Ancora una volta, colleghi si trovano a chiedere sui social media se questo o quel bando sono corretti, se è legale richiedere titoli specifici o fare gare al ribasso, e così via. E ancora una volta la comunicazione da parte dell’Ordine non arriva. Anzi, peggio ancora, alcuni Ordini territoriali forniscono indicazioni, mentre altri ne forniscono di opposte, creando ovviamente una certa confusione.

Retrocedendo nel tempo, è doveroso e doloroso menzionare quanto accaduto durante il periodo del Covid, in cui la comunicazione da parte di molti Ordini è stata completamente interrotta, senza risposte alle numerose e-mail inviate.

Tornando ancora più indietro, possiamo accennare a una comunicazione ai limiti della schizofrenia da parte di alcuni Ordini territoriali riguardo all’ECM (ho ricevuto l’ultima telefonata di una collega che mi ha detto di essere venuta a conoscenza dell’obbligo ECM solo oggi… chi indovina a quale Ordine è iscritta?).

Invece, più recentemente, abbiamo la questione del Codice Deontologico. Da tempo sappiamo che è in fase di revisione, ma a parte la distribuzione di un questionario e qualche raro evento, la comunità non è stata affatto coinvolta in quest’importante operazione, se non attraverso una mail in cui si comunica che la revisione è stata effettuata e sarà sottoposta a referendum. Non si sa quando né è stata allegata la revisione effettuata.

In aggiunta a tutto ciò, ci sono state alcune notizie diffuse dal CNOP provenienti da fonti alquanto discutibili e addirittura notizie non ufficiali su importanti fatti di cronaca diffuse da alcuni Ordini regionali, creando persino un certo imbarazzo istituzionale.

Di fronte a tutto ciò, ribadisco la domanda: è possibile che noi psicologi siamo così “leggeri” riguardo alle conseguenze della comunicazione da parte dei nostri organi istituzionali o alla mancanza della stessa?

I fatti sembrano confermare che la risposta è affermativa.

Ora siamo in piena campagna elettorale e, per Professione & Solidarietà, alcuni punti riguardanti la comunicazione saranno parte dei nostri obiettivi programmatici e faranno parte della nostra proposta di LEAO (Livelli Minimi di Assistenza Ordinistica). Crediamo che gli Ordini debbano garantire livelli minimi che i loro iscritti possano aspettarsi. Ma al di là della nostra proposta e di chi vincerà le prossime elezioni, auguriamo a tutti noi che in futuro gli Ordini dimostrino concretamente che la comunicazione (inclusa quella interna alla categoria) è davvero uno dei nostri punti di forza.

Categoria: Politica Professionale

Jessica Ciofi

Psicologa, Presidente di Professione & Solidarietà, dirigente del MO.P.I. Mi occupo di politica professionale con vari ruoli sin dal 1994 (ben prima della laurea) e di Ecm dal 2004 come consulente di vari provider.


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