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Home » Approfondimenti » Professione psicologo » Inchiesta: Psicologia online e tracciamento

Inchiesta: Psicologia online e tracciamento

28/12/2024 scritto da Giovanni Senzi

Buon pomeriggio, per prima cosa voglio presentare le nostre Ospiti e il nostro Ospite:

Francesca Cicculli, Reporter ed Editor di Irpimedia, ha scritto inchieste su greenwashing, diritti dei lavoratori e fondi pubblici, è fondatrice di Megabit – cose da grandi, progetto di giornalismo illustrato per bambini, inoltre ha vinto i premi: Meglio di un romanzo e Dov’è Tina Merlin oggi? Infine ha pubblicato Agro punjab per Nottetempo.

Roberta Lancellotti, Giornalista professionista e Videomaker, oggi a la7 e prima: Videoreporter tra Roma, Lampedusa, Bruxelles e Sanremo. Ha fatto un podcast Orizzonte fuorisede e scritto i libri: Capitol hill, un’america in rivolta per Mondadori e Serve ancora la politica? per Editrice Ave.

Infine Edoardo Anziano, Reporter investigativo di Irpimedia, si è occupato di criminalità organizzata, narcotraffico, reati ambientali e corruzione, è stato finalista al premio Daphne Caruana Galizia, ha vinto il premio nazionale Marco Toresini e una menzione speciale al premio Rossella Minotti.

Per prima cosa vi voglio ringraziare per aver accettato questa video intervista.

Mi presento brevemente: sono Giovanni Senzi e lavoro come Psicologo clinico e Psicoterapeuta di formazione rogersiana a Firenze oltre ad essere Supervisore clinico. Sono Socio ordinario dell’Associazione Nazionale Psicologi Professionisti “p&s – professione & solidarietà”.

Francesca, Roberta ed Edoardo sono gli Autori di Tracciamenti una video-inchiesta giornalistica finalista della tredicesima edizione del premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo, visibile su Raiplay.

Tracciamenti è un’inchiesta che svela come le Piattaforme di psicologia online monitorino i propri Utenti per finalità di marketing, persino durante la Terapia. Precisiamo che tracciare le attività dei Pazienti non è di per sé illegale e la normativa non impone limiti più stringenti alle Piattaforme che trattano dati sensibili come quelli legati alla condizione psicologica.

Tuttavia come emerge dalla vostra inchiesta secondo hacker etici e associazioni per i diritti digitali c’è il rischio che questa condivisione apra le porte anche a potenziali discriminazioni. 
Intervistati, i Fondatori delle Piattaforme di telepsicologia sostengono di non avere alternative: sono queste le regole del gioco.

La nostra Associazione p&s si occupa a livello nazionale di politica professionale e da tempo stiamo approfondendo il tema delle Piattaforme di psicologia, un tema attuale e molto sentito dalla nostra Categoria, anche perché migliaia di nostre Colleghe e Colleghi lavorano all’interno di queste Piattaforme.

È nostra opinione che occorra non demonizzare questa nuova realtà ma che occorra anche riflettere attentamente sull’importanza di mantenere un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali, in primis degli Utenti.
La Psicoterapia e l’intervento psicologico, di qualunque approccio e sia in presenza che da remoto, si fonda sulla tutela della privacy dell’Utente e sul rapporto di fiducia tra il Professionista sanitario e l’Utente stesso.

Quindi abbiamo guardato con molto interesse la vostra Inchiesta giornalistica sulle Piattaforme di psicologia e attraverso questa intervista vorremmo approfondire alcuni aspetti sul rapporto tra le Piattaforme e la tutela della privacy.
Per iniziare vi chiedo:

  1. Da dove nasce l’idea di questa Inchiesta giornalistica?

L’idea ci è venuta prendendo ispirazione dai colleghi di The Markup, una testata statunitense che ha creato un tool, Blacklight, in grado di analizzare come venivano trattati i dati sensibili degli Utenti delle Piattaforme di telemedicina. In Italia la Telemedicina non ha ancora preso piede, mentre sono esplose, soprattutto dopo la pandemia, le Piattaforme che offrono supporto psicologico online. Per questo motivo abbiamo pensato di applicare il tool dei Colleghi americani alle Piattaforme di telepsicologia che operano in Italia e il risultato è stato purtroppo sorprendente.

  • Vi aspettavate quello che avete trovato oppure è stata una sorpresa anche per voi?
    In parte sì perché sappiamo come è strutturato il web e come funziona la pubblicità online. Certamente non ci aspettavamo di scoprire che gli Utenti di alcune di queste Piattaforme vengono tracciati fin dentro la Seduta di terapia online.
    La cosa che continuiamo a non capire è come mai un Utente che già paga per questo servizio debba essere profilato per finalità di marketing.
  • Per le Piattaforme mediche succede la stessa cosa?
    La nostra inchiesta si sofferma sulle Piattaforme di telepsicologia, non abbiamo verificato se questo accade anche con altre Piattaforme mediche. Sicuramente è una problematica dovrebbe farci riflettere sia su che tipo di dati lasciamo sul web, spesso con leggerezza, sia su che tipo di tutela riescono a garantirci le piattaforme a cui ormai ci affidiamo per la gestione di molti aspetti della nostra vita. Quello che dimostra la nostra Inchiesta è che indipendentemente dal servizio offerto e dai dati trattati, le aziende hanno interesse a condividere le attività online dei propri Clienti.
  • Partiamo dall’inizio, quando un Utente accede alla Home di una Piattaforma: fa differenza se un Utente si collega a una Piattaforma per avere informazioni una sola volta o un Utente si collega più volte (e quindi sarà, probabilmente, un Paziente o uno Psicoterapeuta)?

Assegnando agli Utenti un cookie “univoco”, quindi un numero che viene mantenuto identico da una sessione di connessione all’altra, la piattaforma è in grado di tenere traccia del fatto che un singolo Utente ha visitato più volte la piattaforma. Almeno finché quell’Utente non cancella i cookie, e il tracciamento deve ricominciare da capo.

  • Nell’Inchiesta viene detto al contempo che vengono tracciati i soli clic e dunque non i contenuti del Questionario o della Terapia, ma anche che un Datore di lavoro “poco illuminato” potrebbe escludere chi ha “determinati problemi psicologici”. Si traccia solo chi visita la pagina o vengono tracciati anche il contenuto del Questionario e dei Colloqui?

Il contenuto del Questionario e dei Colloqui non vengono mai tracciati. Vengono però tracciate le azioni che l’Utente fa durante la compilazione del Questionario e durante la Terapia: click, durata della connessione, passaggio dallo status di “compilatore” del Questionario a quello di Utente registrato.

  • I Social possono usare legalmente quei tracciamenti su richiesta?

I social media forniscono gratuitamente questi strumenti di tracciamento alle aziende. Il ritorno economico che hanno è la possibilità di usare i dati forniti dai cookie che le aziende installano sui propri siti per tutte le finalità previste dalle privacy policy dei social stessi: questo significa che dati che vengono raccolti sulle Piattaforme di telepsicologia possono essere riutilizzati da Meta, LinkedIn o TikTok per profilazione a scopi di marketing.

  • Viene detto che le Piattaforme non guadagnano dall’uso dei cookies di terze parti, allora perché li usano?
    Le Piattaforme non guadagnano direttamente dal tracciamento perché non vendono i dati degli Utenti. Hanno però un ritorno economico indiretto perché grazie ai cookie riescono ad arrivare a più Clienti in modo capillare, solitamente persone che hanno cercato già in precedenza supporto psicologico online o che hanno dimostrato in qualche modo un interesse verso quel servizio. I cookie di Meta, inoltre, ti permettono, come spiega uno dei due Ceo intervistati, di verificare se gli investimenti fatti online sono serviti e in che volume. Tramite i cookie l’azienda può capire, per esempio, quanti nuovi Clienti hanno portato le sponsorizzate su Facebook. In questo modo loro riescono a indirizzare in modo mirato i loro investimenti e a massimizzare i loro profitti.
  • Quasi alla fine della vostra Inchiesta dite che Serenis, dopo la vostra intervista, ha eliminato i cookies dalla pagina del Questionario, questa premura è sufficiente secondo voi?
    Non è sufficiente, purtroppo, perché l’attività dell’Utente continua a essere tracciata anche in altre fasi della sua interazione con la piattaforma. C’è poi un tema più ampio: ormai abbiamo interiorizzato e normalizzato l’uso di questi sistemi di tracciamento, presenti in tutto il web. È importante chiarire che (quasi) nessuno di questi è necessario per il funzionamento tecnico delle piattaforme che visitiamo. Si dovrebbe quindi, ripensare in modo globale, l’architettura che consente un tracciamento così invasivo degli Utenti. Farlo, però, metterebbe in crisi il modello di business dei servizi “gratuiti” – come quelli offerti dai social – in cui paghiamo con i nostri dati.
  • Avete chiesto all’Autorità garante se il Consenso che viene firmato per l’uso dei cookies, come dice l’Avvocato nel corso del Documentario, non è valido perché non si può considerare “informato”?

Il Garante ci ha chiesto di non esprimersi sulla fattispecie specifica, per cui non ha commentato direttamente quello che abbiamo riscontrato sulle Piattaforme di telepsicologia. Ha però sottolineato che il consenso è informato solo se l’Utente ha ben chiaro come verranno utilizzati i suoi dati e se questi vengono trattati solo per le finalità del servizio. In caso contrario potrebbe configurarsi una violazione della normativa vigente sulla privacy. 
Ci teniamo a specificare che se l’Utente rifiutasse il trattamento dei dati per finalità terze, potrebbe comunque usufruire del Servizio di psicologia online, per cui non è obbligato a cliccare sul bottone “accetto” del cookie banner.

  1. Che reazioni ci sono state dopo l’uscita della vostra Inchiesta?
    Ci hanno scritto diversi Utenti per chiederci se anche le conversazioni tra loro e i Terapeuti venissero condivise con terze parti. Vogliamo rassicurare tutti e confermiamo che questo non avviene assolutamente, perché anche per la Terapia online vale il Segreto professionale.
    Ma soprattutto siamo stati contattati da Psicologi e Psicoterapeuti, come in parte speravamo. La gran parte di questi sono Professionisti che non lavorano sulle Piattaforme e che si sentono un po’ svantaggiati dal marketing aggressivo che queste fanno online. Uno Psicologo, per esempio, deve seguire diverse regole deontologiche in merito alla pubblicità dei servizi che offre ed è difficile che riescano a farsi notare sul web, perché tra i primi risultati delle ricerche online figurano sempre le Piattaforme. Ma non solo: più Terapeuti che ci hanno scritto ci hanno segnalato anche casi di sfruttamento lavorativo ed economico che vogliamo approfondire presto in un secondo capitolo dell’Inchiesta.
    Non abbiamo invece registrato dichiarazioni da parte dell’Ordine degli Psicologi, né da parte del Garante, che speriamo possa esprimersi presto in merito alla nostra inchiesta.
  2. Un’ultima domanda: essendo Psicologi abbiamo a cuore i Pazienti… le Persone intervistate hanno interrotto la Terapia dopo quello che hanno scoperto grazie a voi?
    Essendo un dato sensibile, non abbiamo richiesto esplicitamente agli Utenti intervistati se hanno interrotto il loro percorso di cura sulle Piattaforme. Allo stesso tempo nessuno ci ha comunicato autonomamente di aver preso questa decisione.

Ci teniamo a specificare che il nostro lavoro non vuole assolutamente denigrare il Supporto psicologico online, né aumentare lo stigma che circonda la cura della Salute mentale nel nostro Paese. L’obiettivo dell’Inchiesta è quello di far riflettere su come vengono trattati i nostri dati online, su che tipo di web abbiamo costruito e su un vuoto normativo che per noi è presente in merito al trattamento dei dati sensibili come quelli dedicati alla Salute mentale.

Vi ringrazio molto personalmente e da parte di p&s – professione & solidarietà 
per la vostra disponibilità e per il lavoro giornalistico che avete svolto, a presto!

Categoria: Professione psicologo

Giovanni Senzi

Psicologo, Psicoterapeuta e Supervisore Clinico a Firenze. Didatta e Direttore Didattico presso i Corsi di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona di Firenze (IACP).


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